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DIRITTO    APPROFONDIMENTI

Il riconoscimento della qualifica superiore

L'altra faccia della medaglia del disposto dell'art. 2103 C.C., che abbiamo esaminato per il demansionamento, è la previsione del diritto a vedere riconosciuta e retribuita la qualifica superiore quando al lavoratore vengano assegnate mansioni superiori per un periodo significativo, di norma per oltre tre mesi (di lavoro effettivo, non di calendario).

E'attribuito al lavoratore utilizzato per un certo tempo dal datore di lavoro in compiti diversi e maggiormente qualificati rispetto a quelli propri della categoria di appartenenza, il diritto non solo al trattamento economico previsto per l'attività in concreto svolta, ma anche all'assegnazione definitiva a tale attività ed alla relativa qualifica. Il diritto al riconoscimento della qualifica superiore è fondato sull'effettivo svolgimento delle relative mansioni, fatto che ne costituisce giuridicamente il presupposto, indipendentemente dalla volontà datoriale.

Restano esclusi i soli casi in cui l'incarico abbia carattere vicario, sia cioè disposta al fine di sostituire un lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto (per malattia, infortunio, maternità/paternità, permessi, aspettative pubbliche o sindacali, ecc.).

La verifica della sussistenza delle condizioni per l'apprestamento della tutela di cui alla disposizione citata richiede l'individuazione delle categorie o qualifiche previste dalla disciplina collettiva applicabile al rapporto, l'accertamento delle mansioni in concreto svolte per il tempo minimo richiesto dalla legge o dalla contrattazione collettiva, la verifica della riconducibilità di queste alle mansioni superiori proprie della qualifica o della categoria rivendicate dal lavoratore.

Quindi, nel procedimento logico-giuridico diretto alla determinazione dell'inquadramento di un lavoratore subordinato, il giudice di merito non può prescindere da tre fasi successive e, cioè, dall'accertamento di fatto delle attività lavorative in concreto svolte, dall'individuazione della qualifica o del grado previsti dalla normativa legale o contrattuale applicabile e dal raffronto dei risultati di tali indagini (Cass. Civ. 14806/2001).

In particolare la Cassazione ha affermato, al proposito, che a questi fini "si deve far riferimento non solo al complesso delle operazioni materiali in cui si sono concretizzate le prestazioni del lavoratore medesimo, ma pure accertare se queste operazioni siano state compiute con il livello di autonomia e responsabilità proprie della qualifica rivendicata, tenendo conto in particolare che le funzioni direttive devono essere connotate da poteri decisionali di una certa autonomia di iniziativa e discrezionalita`" (Cass. Civ. 5038/1988).

Diventa essenziale raccogliere tutti gli elementi di prova, meglio documentali (organigrammi, lettere d'incarico, disposizioni, comunicati, etc.), attestanti le circostanze proprie dell'aver realmente esercitato l'attività lavorativa connotata di quelle caratteristiche, del grado di autonomia discrezionale, d'iniziativa, responsabilità, gravosità e intensità, appartenenti alla qualifica superiore che si intende vedere riconosciuta (Cass. Civ. 12404/2003), anche comparato con le altre mansioni proprie della qualifica inferiore. In ordine al termine prescrizionale applicabile alla fattispecie in esame, il riconoscimento di qualifica superiore, appare applicabile quella ordinaria decennale di cui all'art. 2946 CC che corre normalmente durante lo svolgimento del rapporto di lavoro (Cass. Civ. 11170/1990, 1654/1985), mentre le azioni dirette ad ottenere le differenze retributive derivanti dal suddetto riconoscimento si prescrivono nel termine quinquennale previsto dall'art. 2948 C.C..

Si deve precisare che il decorso del decennio dal momento dell'insorgenza del diritto non preclude definitivamente l'accesso al superiore inquadramento allorché continui l'attività potenzialmente idonea a determinarlo, in quanto, permanendo la situazione cui la norma collega il diritto, la prescrizione decorre autonomamente da ogni giorno successivo a quello nel quale si è per la prima volta concretata tale situazione, fino alla cessazione della medesima (Cass. Civ. 9662/2001).

Pertanto è possibile reclamare il riconoscimento della qualifica superiore quando l'impianto probatorio nel senso indicato permetta di documentare le attività di livello superiore esercitate nel corso degli ultimi 10 anni.

Si otterrebbe così il riconoscimento del ruolo corrispondente alla mansione superiore e, conseguentemente, la differenza retributiva risalente al momento dell'effettivo riconoscimento, comunque non superiore a 5 anni.

In conclusione diventa importante acquisire e conservare la documentazione probatoria e tenere ben presenti i termini prescrizionali. Utile potrebbe essere l'invio periodico all'azienda, prima della scadenza del termine quinquennale, di apposita lettera raccomandata contenente la richiesta del riconoscimento del superiore livello.

Tali lettere, che normalmente vengono ignorate dall'amministrazione del personale, consentono di interrompere la prescrizione sino al momento di far valere i propri diritti.

Ad esempio: "Spett.le Azienda, in riferimento alle mansioni svolte da sottoscritto(matricola…) nel periodo dal al/ancora attualmente, costituendo tali attività ruolo corrispondente ad una mansione superiore rispetto all'inquadramento contrattuale in vigore, Vi richiedo il riconoscimento della qualifica superiore ex art. 2103 Cod. Civ. e l'erogazione del relativo trattamento economico. La presente istanza valga a termine di legge ed, in particolare, agli effetti interruttivi della prescrizione." 

 

Fabio Vecchioni (Team Tutela Legale SNFIA)

Pubblicato il 21.06.2012