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DIRITTO    NOVITÀ GIURISPRUDENZIALI

Corte di Cassazione (sezione Lavoro) - MOBBING -


Corte di Cassazione, sezione 
Lavoro, ordinanza 20 giugno 2018 n. 16247

MOBBING

L’atteggiamento di sarcasmo tenuto dai colleghi nei confronti di un lavoratore spesso assente per questioni di salute configura mobbing: tale atteggiamento dei colleghi, infatti, non è né normale e inevitabile né giustificabile.


Con questa recente sentenza la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul concetto e sul significato di mobbing, ossia quella figura alla quale vengono comunemente ricondotti tutti gli atti vessatori complessivamente compiuti dal datore di lavoro e inseriti in una sequenza connotata da un intento persecutorio.


Ebbene, la sentenza qui citata afferma e conferma un orientamento già precedentemente espresso dalla S.C., secondo il quale la figura del mobbing ha esclusivamente un rilievo giuridicamente descrittivo, posto che l’applicazione dell’art. 2087 c.c. - norma alla quale viene comunemente ricondotta la situazione di mobbing -  non è vincolata al determinarsi di una condotta vessatoria complessiva, ma è destinata a operare anche rispetto a singoli comportamenti inadempienti o illegittimi che siano causa di pregiudizi alla salute e ad altre situazioni giuridiche del lavoratore.


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Pubblicato il 17.07.2018