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Sì al part time, no al lavoratore in pasto al datore di lavoro

Sì al part time, no al lavoratore in pasto al datore di lavoro

 

SNFIA commenta le prime notizie sul decreto firmato ieri da Poletti e Padoan

 

Roma – “Sì al part time, no al lavoratore lasciato solo dinanzi ai possibili diktat del datore di lavoro.”
Marino D’Angelo, Segretario generale di SNFIA, il Sindacato delle alte professionalità del settore assicurativo, commenta così le prime notizie di stampa sul decreto attuativo, firmato ieri dai ministri Poletti e Padoan sul part time agevolato, aggiungendo che “il provvedimento è stato definito come una norma sull’ ‘invecchiamento attivo’ di lavoratori in servizio. Considerando che si limita l’attività lavorativa, piuttosto sarebbe logico parlare di una norma sull’invecchiamento passivo!”.
“Il decreto attuativo – sottolinea D’Angelo - troverà applicazione nel settore privato e, come al solito, non nella Pubblica Amministrazione, secondo una prassi di tutela blindata ormai consolidata.
Riteniamo, però, certamente positiva – aggiunge il Segretario generale di SNFIA - l’iniziativa del Governo, che rientra nella più generale esigenza di ripristino della flessibilità in uscita.
La perplessità nasce dalla considerazione che, ancora una volta, questo Governo nega il fondamentale ruolo di tutela generale del Sindacato, a cui nessun compito, a quanto pare, verrebbe riconosciuto nella negoziazione tra lavoratore e impresa.
C’è da chiedersi se la volontarietà dell’adesione del lavoratore, considerata la disparità di potere contrattuale fra le parti in gioco, sia salvaguardata, oppure si dia spazio a nuovi patti leonini nel rapporto di lavoro privato.
Il Governo – conclude D’Angelo - si convinca che il Sindacato è tutore di giustizia e progresso sociale.”



 

Pubblicato il 14.04.2016

 

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