Comunicato SNFIA sulle tariffe R.C. Auto

In questi ultimi giorni sull'assicurazione R.C. Auto si è detto di tutto. Demagogia, incompetenza, interessi corporativi e luoghi comuni hanno monopolizzato i commenti sulle variazioni delle tariffe dopo la scadenza del blocco disposto dal governo. Al riguardo, il Sindacato Nazionale Funzionari Imprese Assicuratrici (SNFIA), che rappresenta la categoria delle alte professionalità nel settore assicurativo, ritiene opportuno precisare in termini tecnici i veri problemi da affrontare per riportare ragionevolezza e serenità nei rapporti tra automobilisti e assicuratori.

1. Il fabbisogno tariffario (cioè le tariffe) non è altro che la somma dei sinistri pagati e da pagare, comprensivi anche di tutti i costi di gestione, quali le spese per accertamenti peritali e per onorari di professionisti (medici, avvocati, sia fiduciari delle imprese che di controparte) nonché le spese di giustizia (pendono circa 270.000 cause civili).
Per contenere le tariffe occorre pertanto intervenire sulla gestione dei sinistri, che è nella responsabilità diretta delle compagnie. E qui bisogna sottolineare la politica sconsiderata seguita negli ultimi anni da gran parte del settore di ridurre gli organici della rete di liquidatori sinistri, eliminando i dipendenti di collaudata esperienza, in quanto più costosi per l'impresa, sebbene essi siano indispensabili per la loro capacità di controlli più stringenti sia sulla responsabilità che sulla reale portata dei danni. Le imprese hanno privilegiato, strategicamente, la riduzione dei propri costi interni, lasciando lievitare i costi dei sinistri, certe di poter scaricare sulle tariffe (cioè sui consumatori) gli oneri conseguenti.
Analogo effetto ha prodotto la convenzione ANIA/Carrozzieri che ha ottenuto effetti opposti al contenimento dei costi delle riparazioni. E' stupefacente che si parli ancora di rinnovo di tale convenzione!
Quanto ai danni alla persona, è difficile ipotizzare effetti positivi dalla recente riforma sul danno biologico relativo alle micro invalidità. Bisogna invece rilevare che, al di là di talune distorsive pronunce della magistratura, le compagnie hanno rinunciato - negli scorsi anni con la riduzione del personale - a presidiare il territorio con i propri dipendenti che erano in grado di intervenire subito sui tentativi di frode dei cosiddetti danneggiati "normali", che non considerano illecito esagerare le proprie richieste di risarcimento, e di segnalare con certezza l'azione della criminalità in talune circoscritte località. Per quest'ultimo caso, il Sindacato Funzionari ha proposto due anni fa all'ANIA iniziative concrete, purtroppo rimaste senza seguito.
2. L'ISVAP finora ha sfornato statistiche ed ha esercitato sterili "moral suasion" nei confronti del settore. Avrebbe dovuto controllare la gestione dei sinistri (dalla quale - si ripete - derivano poi le tariffe) per evitare l'attuale grave crisi. In particolare avrebbe dovuto vigilare per impedire:
- la chiusura di Ispettorati sinistri (che, facendo aumentare la distanza tra danneggiato e liquidatore, favorisce sia l'intervento del legale sia l'aumento del contenzioso e, in definitiva, il costo dei sinistri);
- l'outsourcing indiscriminato (che affida a terzi esterni la valutazione e la liquidazione dei danni con la constatata lievitazione del costo dei sinistri);
- l'abbandono del territorio (che favorisce il fenomeno delle truffe, che grava pure sulle tariffe);
- lo scadere continuo della qualità del servizio che l'automobilista deve "obbligatoriamente" acquistare se vuole circolare. L'ISVAP, a ben vedere, avrebbe dovuto e deve opporsi - nell'interesse dei consumatori - a tutta una serie di misure coerenti con la strategia di scaricare sugli utenti i "risparmi" di costo interni.
3. L'ANIA è stata a dir poco sorprendente nella sua assenza di proposte ed iniziative costruttive e serie: basta leggere il protocollo firmato al Ministero (ad esempio scatola nera per tutte le autovetture, riparazione diretta del veicolo a cura della compagnia in modo generalizzato, safetycar della Polizia Stradale in caso di nebbia) per rendersi conto della leggerezza di chi dovrebbe tutelare il know how assicurativo.
4. E' necessario porre subito riparo alle gravi carenze della gestione dei sinistri degli ultimi anni, riportando al centro la tecnica assicurativa così da evitare illusorie scorciatoie (call center e centri peritali con facoltà di liquidare) che hanno creato l'attuale situazione.
Occorre poi introdurre una effettiva ed efficace personalizzazione del rischio separando la tariffa riferita al veicolo da quella riferita al conducente e alla sua patente. Soltanto così l'assicurato che produce più sinistri e compie gravi violazioni del codice della strada, registrati dalla futura patente a punti, potrà essere adeguatamente penalizzato con una tariffa più alta. Con la conseguenza positiva di non gravare sugli automobilisti disciplinati e indenni da sinistri e di incentivare la prevenzione degli incidenti stradali. Al riguardo il Sindacato Funzionari ha presentato alle istituzioni interessate un progetto di riforma dell'attuale impianto tariffario dell'assicurazione R.C. Auto (disponibile sul sito www.snfia.org).
5. E' giusto dire che anche lo Stato deve fare la sua parte: migliorare la viabilità, controllare con le forze dell'ordine con maggiore intensità i flussi di traffico urbano ed extraurbano; ma anche diminuire l'esoso onere fiscale e parafiscale che grava sull'assicurazione R.C. Auto che, ricordiamo, è obbligatoria. Infatti, quando la legge dell'obbligo entrò in vigore (1971) il legislatore fissò al 5% l'imposta: oggi è al 12,50%! In più il contributo sanitario (10,50%) dovrebbe essere rivisto con un esame più approfondito del vero onere degli incidenti stradali sulla sanità pubblica, mentre l'ISVAP e lo stesso settore dovrebbero prevenire situazioni di insolvibilità o peggio di esercizio illegale dell'assicurazione obbligatoria R.C. Auto ad evitare di gravare sul Fondo di Garanzia Vittime della Strada che oggi incide per un ulteriore 4% sulle tariffe assicurative.
   
S.N.F.I.A.
LA SEGRETERIA NAZIONALE

Milano, 11 aprile 2001